WILDLIFE & ECOLOGY
Perchè ci sono così tanti gnu al Masai Mara?
Sara Gastaldi, Safari Guide & Designer, Italy

21 Agosto 2020

Quando viaggi attraverso centinaia di migliaia di gnu, o ne osservi decide di migliaia immersi nelle acque del fiume Mara perchè l’erba sull’altra sponda è più verde, è facile domandarsi: perchè ci sono così tanti gnu al Masai Mara? Perchè non le zebre, i topi, i kongoni, o altri antilopi?
Questo argomento è stato svolto molto bene dall’ecologista Colin Beale. Parte del tema del Dr. Colin è che ci sono cose che modellano o influenzano l’ambiente, e che l’ambiente modella le specie al suo interno. E’ un’interazione reciproca che guida gli avvenimenti. Per esempio, quando c’è predazione sulle piante, esse evolvono un meccanismo di difesa come spine o agenti chimici.

Quindi, cosa c’è nel Masai Mara che promuove queste massicce mandrie di gnu?

La risposta è semplice: Clima e terreno

Gnu (Connochaetes taurinus) – Mara North Cons. – 2018
Foto di Emanuele Trabucco

L’intero ecosistema Mara-Serengeti dispone sempre di erba nutriente e acqua da bere, da qualche parte, ad ogni momento dell’anno. Ma perchè gli gnu sono i più numerosi? Perchè non le zebre, i topi, le gazzelle, gli alcelafi, ecc. ?

Perchè gli gnu sono speciali.

Gli gnu appartengono a una sottofamiglia di antilopi chiamata Alcelaphinae. Questo significa che sono vicini parenti e se vuoi sapere quanto vicini, bè…sono cugini da circa 4 milioni di anni!

Tutti loro sono ruminanti, ciò significa che hanno uno stomaco diviso in quattro camere che utilizzano per digerire la cellulosa. La ruminazione è il modo più efficiente per estrarre nutrienti dalle piante, ma ogni specie ha il suo proprio rendimento e l’alcelafo di Coke (Alcelaphus buselaphus cokii) è il più efficiente della famiglia. Quindi, perchè non è l’alcelafo di Coke il più numeroso?

Possiamo iniziare guardando la struttura della bocca degli gnu.

Gli gnu hanno una bocca che è perfetta per mangiare erba lunga 3 cm, proprio quando ha i livelli più alti di proteine.

 

Un’altra cosa che fanno è scegliere le parti dell’erba che sono più nutrienti: le foglie e i germogli freschi. L’alcelafo di Coke e il topi (Damaliscus lunatus) mangiano più gambi e guaine fogliari rispetto agli gnu, le zebre sopravvivono quasi esclusivamente sui gambi. Ma ci sono molti più steli che foglie, per cui ci aspetteremmo che fosse la popolazione di zebre ad essere nell’ordine dei milioni, ma non è così… quello che succede in realtà è che le zebre soffrono di un alto numero di perdite di piccoli, .. i predatori tengono il numero di zebre basso.

Iena maculata (Crocuta crocuta) con una carcassa di gnu – 2019
Foto di Sara Gastaldi

Allora adesso mi chiederete: perchè il numero di gnu non è tenuto basso dai predatori?

La risposta è: Ruminazione e riproduzione sincronizzata

L’80% dei piccoli di gnu nasce nell’arco di sole 3 settimane a febbraio di ogni anno: circa 250.000 piccoli… 500 all’ora! Un evento spettacolare! In termini scientifici: la riproduzione sincrona portata all’estremo supera l’abilità dei predatori di limitare il numero di individui.

Ovviamente, i piccoli sono i più vulnerabili, ma quando raggiungono una certa età diventano vulnerabili tanto quanto gli altri gnu. C’è un limite sul numero di piccoli che i predatori possono prendere ogni giorno, per cui figliando tutti nello stesso momento, più cuccioli hanno la possibilità di superare l’età vulnerabile. Topi e alcelafi invece non si riproducono simultaneamente.

Gnu appena nato, la placenta ancora ben visibile – 2020
Foto di Sara Gastaldi

Come dicevo prima, gli gnu sono ruminanti. Passano circa 8 ore al giorno a pascolare, per cui hanno ben 16 ore di tempo al giorno per tenere d’occhio i predatori. Le zebre, al contrario, passano 15 ore al giorno a pascolare, per cui hanno solo più 9 ore di tempo per cercare i predatori. Questo perchè hanno un sistema digestivo completamente differente, avendo un solo stomaco e fermentando nell’intestino. A fronte di una digestione meno efficiente, le zebre devono compensare mangiando di più.

Ora, abbiamo chiarito il vantaggio di avere una riproduzione sincrona e di avere lo stomaco diviso in quattro camere.

Le vaste pianure di erba bassa nella parte sud-est dell’ecosistema (Tanzania) sono anche il posto perfetto per ottenere i nutrienti che servono all’allattamento, ma sono anche il posto ideale per vedere i predatori, non essendoci alberi che bloccano la vista; e anche questo aiuta a ridurre il numero di cuccioli uccisi prima che escano dall’età vulnerabile. Le pianure erbose della parte meridionale del Serengeti in Tanzania, inoltre, sono abitate da un numero ridotto di predatori, proprio perchè non ci sono alberi dove nascondersi.

Infine, i piccoli nascono precoci con un istinto di imprinting molto forte. La mamma e il cucciolo imparano subito a riconoscersi dall’odore e il piccolo si mette in piedi dopo pochi minuti dalla nascita, stando il più vicino possibile alla mamma. Tende anche a correre dal lato nascosto della femmina così i predatori fanno fatica a vederlo. L’effetto sarà ancora: riduzione della predazione.

In ultima analisi, il clima e il terreno unici dell’ecosistema Mara-Serengeti offrono le condizioni migliori per permettere agli gnu di vivere in così grandi mandrie migratrici, grazie alla loro unica biologia.

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